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Il restauro

Quando la vedemmo la prima volta, nella primavera del 2007, la casa aveva un suo fascino decadente. Nel giardino, dominato dal grande “albero dei rosari” tutto fiorito, le erbacce crescevano alte. Una rosa rampicante resisteva su un muro scrostato. La serra, con le vecchie finestre a quadrotti, corrose dal tempo, ridotta ad un deposito di mobili rotti e vecchi attrezzi. Il giardino all’italiana manteneva il ricordo dell’eleganza di un tempo, ma degradava sul terreno sottostante, diventato una selva. L’edera soffocava il vecchio ciliegio ed il grande fico, che appoggiava i suoi rami fino sul terrazzo. In casa, i vecchi serramenti in noce e gli affreschi ricordavano tempi migliori, così come i vecchi pavimenti, i camini, i muri in gran parte scrostati. Dalle stanze abbandonate trasudava però il fascino di una vecchia signora che chiedeva solo di essere corteggiata, per ritornare ai fasti di un tempo. Lo splendore della vista che si ammirava dai terrazzi e dall’abbaino ci convinsero di aver trovato proprio quello che da tempo cercavamo. E ce ne innamorammo. A fine anno, fu “nostra” ed iniziò il progetto di restauro.
Tra progetto di massima, autorizzazioni, commissione 91 bis per la tutela dei beni culturali, passarono i primi 9 mesi. Ad agosto 2008 partì il cantiere, con la costruzione del muro di sostegno del giardino. Nel freddissimo e nevoso inverno del 2008-2009 la casa venne messa a nudo: scrostati i muri, tolti i pavimenti, le ringhiere, i serramenti, i vecchi camini. Nella primavera il tetto fu rifatto, la cantina risanata, il cortile impermeabilizzato.
Una forte pioggia fece cedere un muro della cantina e scoprimmo che un tunnel scavato nel tufo, collega la cantina con la cisterna in fondo al giardino. Ristrutturando le scale, murata sotto la rampa, comparve una vecchissima stufa in ghisa, ormai dimenticata da tutti, che chissà quanto tempo fa scaldava, attraverso delle canaline nei muri, il piano nobile.
Nell’inverno 2009-2010 la struttura interna fu consolidata: le solette mancanti gettate, le finestre riquadrate, la scala interna rifatta, i muri, dove necessario, rinforzati, enormi chiavi di acciaio legano ora la casa da facciata a facciata, chilometri di tubi furono piazzati nei muri per gli impianti elettrico ed idraulico.
Dopo aver intonacato, si potè procedere alla posa dell’impianto di riscaldamento a pavimento. All’esterno fu deciso di raccordare le due zone del giardino, lato casa e lato frutteto, con una scala tonda ispirata alla scala del parco del castello.
A fine 2010 si posarono i serramenti e partì la posa dei pavimenti. Iniziava il rush finale, verso la scadenza dell’estate. Gli affreschi riprendevano vita, le pareti si coloravano. Centinaia di cementine originali delle casa, ripulite furono posate in nuove fogge e disegni. Il vecchio cotto riportato in cucina. Il grande camino si arricchì con la cappa sostenuta da due modiglioni che un tempo sorreggevano un balcone. I vecchi scalini di pietra tornarono a completare le scale.
Nella primavera 2011 si realizzava un altro piccolo sogno: piantare la vigna. Tutta la famiglia è convocata per mettere a dimora 300 barbatelle di Nebbiolo.
E’ quasi fatta. Le prime stanze si illuminano, i faretti in giardino illuminano le colonne del porticato. Le vasche da bagno, in un modo o nell’altro, arrivano fino in mansarda. Il giardino comincia a prendere forma. Il vecchissimo “albero dei rosari” al centro del cortile, rifiata dopo tanto patire in tre anni di cantiere.
Nell’estate traslochiamo, si montano mobili, vecchie credenze scendono in cantina, armadi, letti, salotti salgono nelle camere, si attaccano lampade, si appendono quadri……
ed ora comincia un’altra storia.
 

L’orchestra
Raffaele, direttore d’orchestra
Emanuele, ai lavori strutturali e murari
Alberto, all’impianto elettrico
Fausto, all’idraulica
Beppe, ai serramenti
Giampiero, ai pavimenti
Daniela, ai legni
Roberto, alle pietre
Adriano, ai ferro
Stefania, alle luci
Carlo, alla tinteggiatura
Simona, agli affreschi
Corrado, al giardino


Ideazione, Regia & Arredamento… Fulvia e Bruno !!!